Da Platone a Duchamp, da Aristotele a Dalì, da Raffaello a Cattelan: 500 anni di arte e misteri sulle orme della Scuola di Atene.
Aperta fino al prossimo 28 aprile ‘Art Crimes’, l’ultima installazione site-specific di Angelo Accardi.
Presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, dove viene custodito il cartone preparatorio della ‘Scuola di Atene’ di Raffaello, Accardi irrompe nella Sala del Foro Romano con tele, video e sculture per continuare il suo percorso di confronto con il Cinquecento italiano iniziato lo scorso anno a Londra con Timeless Inspiration.

Fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo, alla Biblioteca Ambrosiana, si possono ammirare anche il Codice Atlantico di Leonardo e la Canestra di Caravaggio. È proprio qui che Accardi propone un rinnovato dialogo tra la tradizione rinascimentale e i linguaggi contemporanei con una mostra composta interamente da opere.
Il bravo artista copia, il grande artista ruba” diceva Picasso.
Da qui nasce Art Crimes con la sua “Scuola di Atene”: un pantheon contemporaneo dove Duchamp, Bacon, Velázquez, Dalì, Warhol, Cattelan, Picasso si aggiungono agli artisti ritratti da Raffaello, introducendo elementi di stretta attualità suggeriti dall’estro creativo.
Secondo il curatore della mostra Nino Florenziano, Art Crimes è un’indagine visiva sul furto intellettuale nell’arte.
Ogni opera nasce da un’altra: l’arte è un dialogo senza tempo, in cui i confini tra ispirazione, omaggio e appropriazione si dissolvono”, continua Florenziano. “L’arte si nutre di citazioni e trasformazioni: ogni artista rielabora il passato, ruba frammenti di idee e li reinventa”.
Nella sua “Scuola di Atene”, Accardi inserisce l’ispettore Clouseau che indaga su questi furti impossibili. Socrate, immerso in un surreale dialogo con l’Intelligenza Artificiale mentre Mr. Bean si aggira con il suo caratteristico sguardo stralunato. Ad osservare l’imponente opera troviamo la Pantera Rosa che stringe nella mano destra un martelletto frangivetro quasi volesse andare a riprendersi il famoso diamante (quello del film) mostrato nella tela da Leonardo da Vinci con ostentazione.
Lo struzzo è un elemento distintivo in tutte le opre di Accardi che per l’occasione ne ha realizzati quattro in resina nera e i visitatori li potranno avvicinare oltre che ammirare nelle opere pittoriche inedite.
L’installazione site-specific della Pinacoteca Ambrosiana, all’ingresso, offre anche un’opera che potrebbe essere stata ‘rubata’ dallo studio dell’ispettore Clouseau. È uno schema di prova del crimine in cui tutti gli artisti citati da Accardi sono collegati. Per tentare di risolvere il caso, l’artista propone un’ultima provocatoria scultura contenente un messaggio inequivocabile solo per chi sarà in grado di utilizzare l’organo umano raffigurato in essa.
L’Artista

Angelo Accardi è uno degli esponenti del Pop Surrealism. Negli anni ’90 avvia la sua ricerca sulla nuova figurazione, sperimentando tecniche e materiali. Nei primi anni 2000 dà vita alla serie Misplaced, in cui introduce la figura dello struzzo come metafora della paura indefinita della società liquida, concetto teorizzato da Zygmunt Bauman. Nel 2006 espone a Shanghai con il gruppo d’avanguardia TantArte e nel 2011 viene selezionato da Marco Vallora per la 54ª Biennale di Venezia. Dal 2017 collabora con Eden Gallery, esponendo a New York, Miami, Mykonos e Tel Aviv. Nel 2022 realizza il progetto di arte pubblica Poetry, con installazioni simultanee a Milano, Palermo e Venezia, chiudendo idealmente la trilogia avviata da Robert Indiana con LOVE e HOPE. Nel 2024 partecipa alla 60ª Biennale d’Arte di Venezia. Nello stesso anno, l’opera Violet viene scelta per la copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti), edizione curata dal Corporate Patron del Metropolitan Museum of Art di New York.
Exhibition View
Info
Art Crimes
di Angelo Accardi
Veneranda Biblioteca Ambrosiana – Sala del Foro Romano
Piazza San Sepolcro, Milano