Dal 9 febbraio al 25 marzo 2023 BUILDING presenta Sean Shanahan.
Cuore a fette a cura di Luca Massimo Barbero, una mostra tematica completamente frontale1 che nasce da una riflessione personale e intima dellโartista sul tema della morte e dellโeternitร .
Il percorso espositivo, che si sviluppa su tre piani della galleria, รจ composto da una selezione di dipinti autonomi inseriti in un contesto site-specific caratterizzato da una forte teatralitร . Lโimprevisto, lโattesa e la sorpresa sono gli elementi chiave del progetto, che propone tre diverse letture del rapporto tra il quadro, lo spazio espositivo e lo spazio reale.
Sfondando metaforicamente e concretamente i confini imposti dagli elementi strutturali della galleria, le opere di Sean Shanahan, derivati della pittura monocroma, abitano fisicamente lo spazio tridimensionale di BUILDING in un allestimento che si pone al limite con lโinstallazione.
Richiamando il concetto di full frontal, ovvero il nudo totale in ambito cinematografico, lโartista ha concepito una mostra che definisce โcompletamente frontaleโ, pensata per essere fruita frontalmente, malgrado la tridimensionalitร del supporto ligneo su cui รจ steso il colore, e insieme per richiamare lโidea di una pittura messa a nudo, spogliata dallโeccesso e ricondotta alla sua forma piรน pura.
Lโutilizzo del supporto in MDF (medium density fireboard), cifra stilistica dellโartista, contribuisce in modo essenziale a esaltare lโambigua oggettualitร dellโopera, suggerendo una percezione del dipinto come elemento concreto che necessita di farsi spazio e non solo di occuparlo. Anche il colore a olio, steso a campiture monocrome piatte e assorbito dal materiale ligneo, assume un carattere sostanziale in questo processo, divenendo parte integrante del quadro e non mero rivestimento della superficie.
La mostra ideata per BUILDING รจ scandita in tre momenti strettamente interconnessi tra loro e consiste in un susseguirsi di situazioni inaspettate, in cui lโambiente viene plasmato e modellato dallโartista per permettere al fruitore di percepire le sue opere da prospettive inedite e differenti.
Al piano terra le opere interagiscono con lo spazio espositivo grazie a un uso drammatico e concettuale del colore. Dalla compenetrazione reciproca tra opere e parete ha origine una โdanza macabraโ, che dร il nome ai cinque grandi dipinti che scandiscono con regolaritร lโambiente espositivo. Il fulcro visivo รจ localizzato nel foro centrale, che contraddistingue tutte le opere in mostra e che con la sua presenza-assenza diventa il vero e proprio filo conduttore dellโesposizione.
Questo buco squadrato, la cui visibilitร รจ accentuata dai bordi bisellati lasciati volutamente intonsi, diventa il
focus su cui siamo invitati a concentrarci, prima di poter estendere lo sguardo al dipinto nella sua
interezza e al contesto immersivo di cui รจ parte integrante.
lL PERCORSO ESPOSITIVO
Il percorso espositivo prosegue al primo piano che prende il nome di โHysterical Aftermathโ. Nel contesto tradizionale del โwhite cubeโ รจ il quadro-oggetto a imporsi, instaurando una relazione dinamica con la parete bianca e lโambiente circostante. Tre opere di grandi dimensioni, intitolate Flounder (2022), Float (2022) e Flight (2022), si stagliano nello spazio espositivo, rifuggendo la bidimensionalitร tipica del medium pittorico e rimarcando piuttosto la loro presenza materica e tangibile. Le inaspettate tonalitร dei colori a olio assorbiti dal supporto in MDF, lavorato dallโartista per essere parte strutturale attivamente visibile, si irradiano nello spazio candido del primo piano sottolineando la loro profonditร e la loro sostanza.
Il terzo e ultimo momento della mostra รจ liberamente ispirato alla locuzione latina โsub specie aeternitatisโ e suggerisce un richiamo diretto al concetto di incommensurabile e di eterno. Al secondo piano รจ lo spazio reale a prevalere sul quadro e a dettare il posizionamento delle opere stesse. Il dipinto-oggetto si configura a tutti gli effetti come una โfinestra sul cortileโ, affacciata sul mondo esterno. Allo sguardo รจ permesso oltrepassare il dipinto attraverso il foro squadrato, sfondando i confini del supporto e della galleria, per indagare lo spazio reale senza alcuna limitazione ed estendere il proprio raggio assaporando un assaggio di infinito.
IL CATALOGO
La mostra sarร completata da un catalogo, edito da BUILDING, nel quale sarร possibile ripercorrere idealmente gli spazi di BUILDING attraverso una ricca documentazione fotografica delle opere in mostra. La pubblicazione sarร ulteriormente arricchita da interessanti approfondimenti e autorevoli contributi teorici, tra cui testi di Luca Massimo Barbero, Federico Ferrari, Giuseppina Panza di Biumo e Alberto Zanchetta.
L’ARTISTA
Sean Shanahan nasce a Dublino nel 1960 e si forma presso lโHeatherley School of Fine Art a Chelsea, Londra e il Croydon College of Art and Design, dove compie studi di pittura e storia dell’arte. A 22 anni si sposta a Milano, dove tiene la sua prima personale nella galleria di Luigi De Ambrogi. Nel 1986 vince una borsa di studio alla Fundaciรณn Olivar de Castillejo di Madrid e tra il 1986 e il 1990 vive e lavora tra Colonia e New York.
La sua elaborazione creativa respinge qualsiasi tipo di narrazione: forma e colore sono i mezzi della pittura e il suo unico interesse. Fin dagli esordi della sua ricerca si volge verso la natura morta indagandone la capacitร di cogliere l’istante non dinamico del fluire, il momento di stasi che fissa azioni, gesti, emozioni. Questa propensione viene tradotta in una profonda riflessione sul colore e un intervento su superfici in legno duro.
Nel 1990 Shanahan si trasferisce in Italia e poco dopo compie la scelta cruciale di abbandonare l’acrilico, in favore dell’olio, che permette una stesura piรน fluida e trasparente e che consente una percezione immediata della resa finale. Nel 1994, in mostra alla Orchard Gallery di Derry, presenta Untitled, un olio su MDF, in cui pentimenti e rimaneggiamenti del colore sono ancora visibili e argomentano il processo pittorico dell’artista. Quest’opera segna il superamento dell’evidenza di tale processo sulla superficie; nelle opere successive le campiture verticali e orizzontali in piรน colori vengono gradualmente sostituite dalla pittura monocroma, che diviene per Shanahan una scelta definitiva, come quella di adottare I’MDF come supporto, un materiale industriale che assorbe il colore e che viene lavorato con bisellature lungo i margini, enfatizzando la corporeitร dei dipinti.
Nel 1997 si trasferisce a Montevecchia dove allestisce il suo studio e si dedica all’uso di un solo colore, steso in modo omogeneo e uniforme, e a costruzioni formali semplici definite da una rastrematura che ne restituisce tridimensionalitร . La direzione intrapresa da Shanahan in questi anni incontra l’interesse di Giuseppe Panza di Biumo, che dal 2000 inizia a collezionare in maniera sistematica i sui lavori. Tra il 2010 e il 2016 partecipa a importanti collettive con la Panza Collection: nel 2010 State of Mind. Minimal Art al Lucca Center of Contemporary Art, e nel 2015 La percezione del Futuro. La collezione Panza a Perugia alla Galleria Nazionale dell’Umbria. Tra le numerose partecipazioni a mostre personali e collettive si ricordano inoltre Sudden Time (2021) a Villa Panza, Varese, Singular Episodic (2020) presso il Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, Body
of Light (2018) presso Luca Tommasi Arte Contemporanea a Milano, Seven Last Words (2016) presso
la Galleria San Fedele a Milano, Unique Act (2008) presso The Hugh Lane a Dublino.
INFO
Sean Shanahan. Cuore a fette
Dal 9 febbraio al 25 marzo 2023
BUILDING
via Monte di Pietร 23, 20121 Milano
martedรฌ – sabato, 10 – 19